Negli ultimi anni ho ideato un mio personale metodo di psicoalchimia, integrando strumenti e pratiche di cui ho sperimentato in prima persona l’efficacia per entrare nello spazio interiore, facilitando l’autoconsapevolezza; meditazioni guidate, visualizzazioni, tecniche di espressione artistica, focus sulla respirazione.  Ho respirato l’arte fin da piccola, sono nata in una famiglia di artisti, pittori e musicisti, amo tutte le sue espressioni, in particolare la pittura e la fotografia, tecniche che ho inserito nel mio personale approccio. Attraverso la pittura le emozioni fluiscono sulla tela o su altri materiali in un atto creativo catartico, di autoguarigione dove i vissuti vengono materializzati e  “visti”. Utilizzo anche le fotografie che ritengo validi strumenti per sciogliere nodi emozionali, facilitare l’emersione delle emozioni bloccate che vengono elaborate, comprese e disciolte. L’osservazione di alcune foto, significative per il soggetto, silenziosa e prolungata, rievoca le emozioni, con tutta la loro potenza, si ritorna a quel preciso istante, come in una macchina del tempo. Ho conosciuto quest’arte da mio padre, Giovanni, che è stato, come amava definirsi, un “artigiano della fotografia”.
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L’Alchimia è sia una scienza esoterica che una metafora della realizzazione del Sé attraverso l’esplorazione dell’inconscio, nel cammino di individuazione che ognuno di noi percorre nella sua esistenza.
Le tre fasi dell’opera alchemica – Nigredo, Albedo e Rubedo – rappresentano l’itinerario psichico che conduce alla coscienza di sé liberata dai conflitti interiori e sono, a mio parere, dei cambiamenti di stati di coscienza.
Mi piace suggerire l’immagine della fionda per rappresentare il percorso alchemico di individuazione. Per lanciare il sasso occorre tirare la fionda al massimo possibile all’indietro, bisogna arrivare al punto più profondo di se stessi per poi fare il salto quantico della guarigione.
Il compito affidato all’individuo è di cercare l’unica cosa che esiste: il Sé, essere quindi un uomo che ha coscienza di chi è e di quello che fa. Lo strumento che conduce a questa consapevolezza è il Logos o Intelligenza, la luce che rischiara le tenebre dell’inconsapevolezza.
Così come l’alchimista opera sugli elementi chimici trasformandoli, così lo psico-alchimista, insieme al soggetto, trasforma con l’osservazione e la conoscenza gli elementi intrapsichici emersi, è una sorta di guida che non ritiene vi sia separazione tra la dimensione materiale e quella simbolica e spirituale, non considera la sofferenza come qualcosa da eliminare, da scacciare come un demone, come un nemico da combattere, ma come un’amica da accogliere e ascoltarne il messaggio, funzionale alla propria disvelazione: “Tu sei perfetto!”.

Innamoriamoci dell’Ombra e conosceremo chi davvero siamo.

email: maburg4@gmail.com


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