
Daniela Di Savino, già pittrice e poetessa, inizia la sua esperienza in campo spirituale nel 1990 praticando Yoga e Meditazione presso la sede della G.F.U. di Roma e frequentando un gruppo di studi di scienze esoteriche e iniziatiche.
Appassionata studiosa di psicologia e psicosomatica, confronta la sua formazione con lo studio di importanti sistemi di ricerca interiore e di autorealizzazione dettati da grandi Maestri spirituali quali Paramhansa Yogananda, Osho, Omraam Ivanhov, Gurdjeff ed altri.In seguito li accosta alla pratica del metodo del Sentiero di Eva Pierrakos che la introduce alla psicologia transpersonale.
Sensitiva naturale, affina le sue capacità medianiche sperimentando numerose tecniche terapeutiche come Reiki, Pranic Healing, terapie essene di guarigione, tecniche di visualizzazione dell’aura, ecc., ricercando e studiando nel contempo le nuove scoperte scientifiche, cosiddette di frontiera, che confermano l'esistenza di un'energia cosmica che permea il nostro pianeta ed alimenta tutti gli aspetti del nostro essere.
In quel periodo nasce il suo interesse per il Mandala e il significato profondo del simbolo universale del Cerchio. Unendo la sua esperienza di pittrice a quanto apprende sulle tecniche di meditazione, sulla scienza dei simboli e il significato nascosto dei colori e delle forme, elabora e propone un seminario di Mandala-terapia suddiviso in tre livelli, mirato a conseguire un maggior livello di autoconsapevolezza.
La sua ricerca spirituale prosegue incessante spaziando dallo studio delle Scienze Spirituali che regolano il Micro e Macrocosmo alla pratica di tecniche sciamaniche, anche avanzate, sperimentando alti livelli di libera espressione dell’Essere.
Spinta dalla sua naturale sensibilità musicale, si specializza nelle terapie del suono conseguendo il diploma triennale in Musicoterapia Evolutiva e Biomusica.
Il tema dell’autoconsapevolezza è l’obiettivo principale di tutti i suoi seminari, riconoscendo che nessuna conoscenza culturale, per quanto vasta e approfondita, può dare l’impulso evolutivo che scaturisce da una esperienza diretta, l’unica via che porta alla integrazione consapevole della propria componente animica e spirituale.
Nel 2010 avviene l’incontro con l’indimenticata Valeria Volpe, già conosciuta ai tempi della GFU, che le propone di scrivere per la sua rivista Auramundi, poi divenuta Lux Terrae.
Inizia così una lunga e bellissima collaborazione dove, oltre a pubblicare diversi suoi articoli, partecipa a convegni sia come relatrice che redattrice di interviste e servizi giornalistici.
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