ARCHITERICA L’arte di abitare

pubblicato in: Articoli Generali, In Evidenza

Scorci di ricordi dell’amica Carmia De Ninnis.

Anni di amicizia non possono essere descritti in poche righe, mi limiterò a qualche pennellata delle cose che mi sono rimaste più impresse.

La conobbi ad una sua esposizione in Trastevere, le sue interessanti opere presentavano un’energia dorata che mi colpì favorevolmente.

Ci parlai poco quella volta, ma poi un giorno ci trovammo a viaggiare in treno per qualche ora dirette ad un evento in Etruria e potei conoscere la sua triste storia, che, per rispetto della sua privacy e di tutti i personaggi coinvolti, non approfondirò pubblicamente.

Era una giovane donna, elegante e creativa, con il talento della bellezza a 360°, tendenzialmente buona e generosa, con una vita piuttosto difficile. In cambio dei miei aiuti mi offriva massaggi per recuperare la mia forma e la mia bellezza (cose su cui ammetto di essermi concentrata poco nella vita)

Come faccio sempre, ove mi venga concesso dagli eventi, mi impegnai ad aiutarla, organizzando mostre, e facilitando la sua residenza per qualche anno nella bella casa di un’amica. Ho sempre avuto un senso di protezione nei suoi riguardi, la seguivo volentieri alle feste e ai Kirtan con gli Hare Khrisha socializzando, assumendo la Prasada e auspicandole il meglio.

Carmia viene da Karma lei ne era consapevole, ed il suo karma era di certo piuttosto impegnativo, ma sappiamo che il karma va ringraziato perché è una via di ascensione; per un po’ il suo maestro la fece chiamare Kamala Devi, un nome da Dea, che però durò poco, credo per inserirsi nel mondo professionale ci fosse bisogno del nome anagrafico.

Infatti un giorno lei scelse di impegnarsi nella scalata sociale, che ancora oggi ritengo fosse la sua degna destinazione dorata, ma non la mia in verità, o forse non in quel modo e le nostre strade si divisero, fui triste, ma felice per lei, così focalizzata sul successo che di certo meritava!

Solo pochi mesi dopo la sua scelta di non frequentarci a causa della mia scarsa ambizione sociale, venni a sapere da un amico, che le avevo presentato ai fini del suo posizionamento nel jet set, che era ricoverata.

Appena riuscii a connettermi con lei corsi a trovarla in ospedale, ove era ricoverata per asportare una formazione benigna nella nuca, poi la seguii nella riabilitazione. Ma la neoplasia non smise di ricrearsi e ogni tanto andava rimossa.

Grazie alle cure mediche, spirituali, omeopatiche, nutrizionali e amorevoli della madre Brigida e dei loro adorati animali, abbiamo potuto godere la sua presenza nella dimensione terrena per un bel po’ più anni di quanti la medicina sembrava pronosticare.

Quando lasciò il corpo era circondata di amici e devoti, io ero via e non potei salutarla né partecipare alle esequie.

Era una dipartita annunciata, ma altrettanto difficile da accettare.

Poco tempo dopo la sognai, nel sogno ero in macchina e mi ero persa, ero molto seccata, girando incontrai una famigliola e chiesi di indicarmi il paese più vicino, mi dissero che vi erano diretti e potevo dar loro un passaggio, li accompagnai e gli lasciai le chiavi della macchina per fare a piedi un giro per il paese.

Era un bel paese del centro Italia, pieno di vita, bambini, animali, una bella atmosfera. con le porte aperte e tanta serenità, pensai felicemente “ma allora esiste già la nuova civiltà”!
Tornai dai miei nuovi amici a riprendere le chiavi e Carmia era lì, ad una esibizione d’arte in un bel chiostro a rendermi le chiavi della macchina, la guardai in lacrime chiedendole cosa ci facesse lì, perché non tornava a casa, lei rispose: “Gesù mi vuole qui per aiutarlo a fare delle operazioni” mi ribellai con forza, le dissi che poteva operare da casa, pensando all’online, ma lei ripete’ la stessa frase e mi svegliai in lacrime. Nonostante la frustrazione ero felice di averla vista bene.

Poi un giorno Brigida volle onorarmi lasciandomi in eredità tutte le copie del libro di Carmia ARCHITERICA affinché le diffondessi e potessi ricavare dalla diffusione libere offerte per sostenere la mia missione di “facilitazione di una nuova civiltà”

 

È un ottimo libro, sia per la cura estetica dei particolari, che per l’esposizione naturale ed elegante, fruibile, ma piuttosto completo, ci apre ad una conoscenza essenziale, ancestrale, presente nelle diverse epoche, territori, culture, filosofie, scienze.

Immancabile per comprendere la realtà in cui viviamo e diventarne sempre più registi e protagonisti.

Chi volesse riceverne una o più copie può scrivermi su faciviltaroma@gmail.com o whatsapp 3282846818

Isabella Pilenga

Ed ecco la sinossi del libro che trovate on line

“Architerica” – una concezione alternativa dell’arte di costruire e di abitare i luoghi – nasce dalla fusione di discipline eterogenee e appartenenti a tre diversi campi del sapere: l’architettura, la filosofia e l’arte. Partendo dal presupposto che esiste un continuo scambio energetico tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, l’Architerica mescola antiche tradizioni di pensiero – come la geomanzia e la cultura vedica – con elementi propri della cultura occidentale, ottenendo una nuova consapevolezza nella costruzione di case, scuole, uffici ecc. Scopo di Architerica è quello di svelare il potere della struttura architettonica al di là di una visione puramente estetica e utilitaristica. Essendo la casa il nostro corpo più grande deve essere costruita nel rispetto delle esigenze del committente e puntare in primo luogo a incrementare il suo benessere psicofisico. Questo tipo di approccio personalizzato garantisce un maggiore rispetto dei luoghi e dell’ambiente poiché stimola il senso dell’armonia e della bellezza nei singoli individui e contribuisce a educare la società a una maggiore percezione del bello.