L’ACCORDO di COP21 a PARIGI

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AGENZIA N° 1 sul COP21
In questa agenzia, il Presidente Avv. Alfonso Fimiani e il Presidente Prof. Giuseppe Quartieri del Comitato Scientifico dei “Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale” (CACR riportano, in sintesi, gli elementi essenziali dell’accordo del COP21 di Parigi. L’accordo di Parigi va inteso come ”trattato di diritto internazionale”, risultato di un’ampia partecipazione degli attori presenti e responsabili. In sintesi , si è trattato di dieci argomenti per dare impulso alla sicurezza alimentare, lotta alla povertà, diritti essenziali e alla fine dei conti, la pace. In questa visione, tutte le soluzioni energetico concrete come il rilancio del nucleare che solo può garantire la de-carbonizzazione mondiale è stato boicottato e sabotato.
Hanno finalmente scoperto il fenomeno della cancerogenesi prodotta dagli inquinanti (PM10. PM2,5 e PM1) Tutto ciò a favore del massimo di investimenti nel campo solare che fino ad ora non ha dato risultati veri e concreti ma solo bufale e bluff.

i dieci argomenti sono:

Carattere giuridico.
La differenziazione massima possibile.
Obiettivi di lungo termine.
Mitigazione dei cambiamenti climatici.
Stocktake globale (riunioni periodiche per valutare i progressi del soddisfacimento collettivo come obiettivo di lungo termine dell’accordo stesso).
Trasparenza (con meccanismi per facilitare l’attuazione degli accordi e il meccanismo per promuovere il rispetto.
Finanza (con sostegno volontario).
Adattamento.
Perdita e danni (estensione del meccanismo di Varsavia).
Prossimi passi (valido fino al  22 aprile 2016: COP 22 è fissato per il 07-18 novembre 2016, a Marrakech, in Marocco.

Avv. AF
Prof. GQ

Avv. Alfonso Fimiani
Prof. Giuseppe Quartieri

 


AGENZIA N° 2 sul COP21

 

Al Congresso parigino “COP21” il vero cavallo di battaglia (workhorse) è stato il “nucleare”. 

Non si è trattato neppure di un vero e proprio dibattito poiché – come ha fatto notare anche il Presidente Obama – il 63% (ossia i due terzi) dell’energia prodotta ed erogata negli Stati Uniti d’America da impianti a carbone proviene, invece, da sorgente nucleare. In altri termini, negli USA la fonte nucleare produce il 63% dell’energia elettrica libera da anidride carbonica originata normalmente dagli impianti di produzione di energia da carbone.

 

La parola d’ordine governativa è diventata:

Hush, Hush No More

(Silenzio, Silenzio Non più Zitti,
zitti non si parla di nucleare!)

Ovviamente la situazione Italiana rimane sempre del tutto diversa da quella americana: tutti quelli che contano e sono esperti di energia vogliono continuare a non parlarne. Così si continua a osservare i risultati degli inutili finanziamenti alle fonti alternative limitate al solare ed all’eolico quindi alle biomasse ed alla geotermia oltre alla continuazione della  posizione prioritaria a otto zampe, sempre del petrolio e degli ecologisti a 2 gradi cenigradi ecc. Così, il panorama si completa con sopravvivenza della priorità di produzione di acciaio a  Taranto.

Frattanto, è ben noto che gli Stati Uniti hanno il più grande numero di  impianti nucleari al mondo  di cui 99 operano in 30 Stati Americani e altri cinque nuovi e moderni sono in fase di realizzazione.

Con i vari giornalisti specializzati in ecologia, presenti al COP21, si può fare riferimento al famoso “Obama Secret Pipeline” [Obama’s Secret Pipeline]. Gli stessi giornalisti asseriscono che la Casa Bianca è stata molto sincera per quanto concerne il contributo del nucleare per raggiungere gli obiettivi governativi di energia pulita. Si ricorda che l’obiettivo è di ottenere i due terzi dell’energia pulita.

Prof. Giuseppe Quartieri

(Presidente del Comitato Scientifico dei Circoli dell’Ambiente)